Visitare Olbia
Cosa vedere a Olbia: la città oltre il porto
Il museo con più navi romane d'Italia, la più antica chiesa cristiana dell'isola, mura puniche e pozzi sacri. Cosa vedere a Olbia in mezza giornata o in una.

Olbia viene quasi sempre attraversata, raramente visitata. Chi sbarca o atterra la usa come porta d’ingresso e riparte verso la Costa Smeralda, convinto che non ci sia niente da vedere.
È un errore di informazione, non di gusto. Olbia è una città abitata senza interruzione da più di duemila anni, e quella stratificazione è ancora visibile: un museo costruito a forma di nave che conserva il maggior numero di relitti romani d’Italia, la più antica testimonianza cristiana dell’isola, mura puniche inglobate in una via del centro, un pozzo sacro nuragico a pochi chilometri.
Il nome stesso lo dice. I greci la chiamavano olbìa, ‘felice’.
Serve mezza giornata per la città, una giornata intera se si aggiungono i siti archeologici nei dintorni.
Il Museo Archeologico: l’edificio è già la spiegazione
Sorge sull’isolotto di Peddone, a pochi passi dal porto vecchio, e ha la forma di una nave ormeggiata, con finestre circolari e passerelle sospese. Non è un vezzo architettonico: la città è nata e cresciuta sul suo porto, e il museo lo dichiara dalla forma.
Dentro, il percorso attraversa le epoche fenicia, greca, punica, romana, medievale, moderna e contemporanea.
Due cose lo rendono diverso da un museo archeologico di provincia.
I relitti. Nel 1999, negli scavi del porto vecchio, riaffiorarono 24 relitti di navi, in parte affondate durante un assedio. Il museo di Olbia conserva oggi il maggior numero di navi romane e loro resti in Italia. Non frammenti: scafi.
Il tesoro. Fra i reperti restituiti dagli scavi c’è un tesoro di quasi 900 monete d’oro.
Se hai tempo per una sola visita in città, è questa.
La basilica di San Simplicio
Costruita fra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, è il più importante edificio di culto del nord-est della Sardegna e la più antica testimonianza cristiana dell’isola.
Ai piedi dell’altare si trova il museo della necropoli, che raccoglie la necropoli punico-romana, poi cristiana, con 450 tombe. È un’idea insolita e molto efficace: scendi sotto la chiesa e attraversi milleottocento anni di sepolture nello stesso luogo.
Il patrono si celebra a metà maggio con la Festa di San Simplicio: un corteo in costume accompagna la processione, e fra le celebrazioni rientra il palio della Stella. Se il viaggio cade in quel periodo, la città cambia volto per qualche giorno.
Le tracce romane e puniche in città
Non sono in un parco recintato. Sono dentro il tessuto urbano, e questo le rende facili da mancare se non sai dove guardare.
| Cosa | Dove |
|---|---|
| Mura puniche | I cartaginesi cinsero l’abitato di torri e mura: se ne vedono tratti in via Torino |
| Il foro romano | Ne restano tracce vicino al palazzo comunale |
| L’acquedotto romano | In località Tilibbas, datato I-II secolo d.C. |
| Villa s’Imbalconadu | Ruderi di una villa romana del I secolo a.C. |
Sotto Roma, Olbia divenne il principale centro della costa orientale sarda, con strade lastricate, terme, foro e acquedotto. Il primo insediamento stabile era però stato punico, fra il V e il IV secolo a.C., dopo una frequentazione fenicia e greca iniziata nel VII secolo a.C.
La chiesa di San Paolo
Barocca, riconoscibile da lontano per la cupola di maioliche iridescenti. È l’altro edificio religioso che vale la sosta, ed è in pieno centro: si combina naturalmente con una passeggiata fra le vie principali.
I siti nuragici nei dintorni
Qui si esce dalla città, e serve l’auto.
Il territorio di Olbia conserva testimonianze umane a partire dal 4000-3500 a.C. — dolmen, menhir, circoli megalitici — e circa 50 insediamenti nuragici risalenti all’età del Bronzo.
I quattro più noti:
- Il pozzo sacro di sa Testa — architettura religiosa nuragica, uno dei siti più visitati del comune
- Il nuraghe riu Mulinu — su un’altura, con vista sul golfo
- La tomba di giganti di su Monte de s’Ave — sepoltura collettiva nuragica
- Il villaggio di Belveghile — insediamento
Non aspettarti strutture museali importanti in tutti i siti: sono aree archeologiche, con gradi diversi di accessibilità e apertura. Verifica orari e modalità di visita prima di andarci, perché cambiano di stagione in stagione.
Come organizzare la visita
Mezza giornata, solo città. Museo Archeologico, basilica di San Simplicio con il museo della necropoli, passeggiata in centro con la chiesa di San Paolo e il tratto di mura puniche in via Torino. Tutto a piedi.
Giornata intera. Aggiungi il pozzo sacro di sa Testa e il nuraghe riu Mulinu, che richiedono l’auto.
Se hai una sola mattina. Museo Archeologico e San Simplicio. Sono i due poli che raccontano le due anime della città: il porto e la cristianità antica.
Se piove. Il Museo Archeologico e il museo della necropoli sono al coperto, ed è il momento migliore per visitarli davvero, senza la fretta di chi vuole tornare in spiaggia.
Domande frequenti
Vale la pena visitare Olbia o è solo una città di passaggio? Vale mezza giornata. Il Museo Archeologico conserva il maggior numero di navi romane e loro resti in Italia, e la basilica di San Simplicio è la più antica testimonianza cristiana della Sardegna: due primati che non sono di passaggio.
Cosa si vede al Museo Archeologico di Olbia? Un percorso dalle epoche fenicia e greca fino a quella contemporanea, con i relitti delle 24 navi riaffiorate nel porto vecchio nel 1999 e un tesoro di quasi 900 monete d’oro. L’edificio stesso ha forma di nave ormeggiata e sorge sull’isolotto di Peddone.
Quanto è antica la basilica di San Simplicio? Fu costruita fra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. È il più importante edificio di culto del nord-est sardo e la più antica testimonianza cristiana dell’isola.
Ci sono nuraghi vicino a Olbia? Sì. Il territorio comunale conta circa 50 insediamenti nuragici dell’età del Bronzo. Fra i più noti il nuraghe riu Mulinu, il pozzo sacro di sa Testa, la tomba di giganti di su Monte de s’Ave e il villaggio di Belveghile.
Quando si celebra la festa di San Simplicio? A metà maggio. Comprende una processione accompagnata da un corteo in costume e il palio della Stella.
Cosa si può vedere a Olbia in una giornata di pioggia? Il Museo Archeologico e il museo della necropoli sotto la basilica di San Simplicio sono entrambi al coperto e bastano ampiamente per una giornata.
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Una città che si apprezza restandoci
La differenza fra attraversare Olbia e visitarla è quasi tutta nel tempo a disposizione. Chi dorme in città scopre che le due o tre ore “di troppo” prima del volo o della nave sono esattamente quelle che servono per il museo.
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Redazione Air Affitti

